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Collaborazioni

Lorenzo Cipriani: navigare nel Mediterraneo tra storia, profumi e cultura. Art Odyssey 2025

Il Mediterraneo è culla di civiltà, un crocevia di culture, un mosaico di storie intrecciate nei secoli attraverso il commercio, la navigazione e la condivisione di saperi. Lorenzo Cipriani, storico dell’arte, navigatore e scrittore, ha dedicato la sua vita a esplorarlo, cercando di raccontarne l’anima attraverso il viaggio, la ricerca e la narrazione delle esperienze vissute in prima persona.

Nel corso degli anni, i suoi progetti lo hanno portato a solcare le acque che un tempo videro il passaggio di fenici, greci, romani e mercanti medievali. Dall’oceano Atlantico al cuore del Mare Nostrum, le sue avventure si sono concretizzate in libri e reportage: intrecci di viaggio, ecologia, cultura e poetica.

Come nasce l’idea di raccontare il Mediterraneo attraverso i profumi e i sapori, e in che modo pensi che questa prospettiva possa avvicinare le diverse culture che abitano le coste di questo mare?

Fernand Braudel scriveva che il Mediterraneo è composto da “una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. I popoli che vivono di fronte a questo mare sono il risultato di un meticciato nato da tante identità che insieme compongono una grande comunità.

Navigando a vela lungo le rotte che percorrevano i nostri antenati ci si rende conto di questo legame anche dal punto di vista ambientale. I paesaggi delle cinque sponde del Mediterraneo (Nordafrica, Medio Oriente, Mar Egeo, Mar Nero, Balcani e Europa) cambiano gradualmente senza soluzione di continuità. I boschi di ulivo, i filari di vite, gli alberi da frutto e i campi coltivati di fronte al mare sono il risultato del lavoro di generazioni di agricoltori che nei secoli hanno costruito il giardino del Mediterraneo, un vero e proprio paradiso terrestre.

Navigare a vela per te è un atto ecologico, culturale o anche poetico? Come si intrecciano questi aspetti nel progetto Art Odyssey 2025?

Art Odyssey è un progetto nato durante il ritorno da un giro del mondo che Valerio Bardi ed io abbiamo portato a termine durante la pandemia. Fu un’esperienza straordinaria su cui ho scritto il libro Il respiro dell’oceano (ed. I libri di Mompracem).

Entrando nel Mediterraneo, dopo una navigazione difficile e avventurosa durata quasi due anni in un momento storico in cui l’intero pianeta si era fermato, ci chiedemmo: che fare adesso? E pensammo di realizzare un altro giro del mondo; questa volta del mondo antico.

Nelle prime due edizioni (2022-2023) il progetto Art Odyssey era incentrato sulle storie, le leggende e le manifestazioni artistiche del mondo antico con l’obiettivo di comprendere meglio il nostro presente navigando alla scoperta degli archetipi della nostra civiltà. Di queste due navigazioni, durate cinque mesi l’una, ho scritto il libro Mare Nostrum (Giunti editore) e pubblicato il libro fotografico Art Odyssey (Ed. Metilene).

L’edizione 2025 si propone quindi di raccontare i profumi e i sapori, i prodotti della terra e le risorse del mare, come tessere di un unico grande mosaico che rappresenta l’unione dei popoli mediterranei.

Che tipo di esperienze ti aspetti dagli incontri nei porti e nelle librerie coinvolte nel progetto "Il porto dei libri"? C’è un episodio o una tappa che attendi con particolare curiosità?

Ogni viaggio inizia da molto lontano. Per quanto mi riguarda inizia sui libri. Fin da piccolo ho vissuto in una casa piena di libri, mio padre era uno storico e io sono uno storico dell’arte. Ho sempre pensato che questa mia passione per l’avventura e le lunghe navigazioni sia nata quando da bambino divoravo i libri di Salgari, Melville, Stevenson, Conrad. Allo stesso modo la mia attività di scrittore nasce dalle esperienze che ho vissuto in prima persona; in un certo senso per me i libri portano a vivere esperienze, viceversa queste mi portano a scrivere libri.

Il porto dei libri è un progetto che vuole mettere in relazione lettori, scrittori, editori e librai lungo un tragitto costellato da librerie che vivono sul mare e che con il mare hanno un rapporto privilegiato.

Come hai scelto l’itinerario di questa edizione di Art Odyssey? Ci sono luoghi, soprattutto nell’Egeo o nei Balcani, che senti particolarmente significativi per raccontare l’anima del Mediterraneo?

Nelle edizioni precedenti siamo approdati a Troia, ci siamo spinti fino ad Istanbul, l’antica Bisanzio, e verso il Medio Oriente. Questa volta volevamo raggiungere i Balcani, perché sono una sponda fondamentale della comunità mediterranea, allo stesso tempo avevamo intenzione di soffermarci più del solito nell’Egeo, in particolare nelle isole Cicladi e nel Dodecanneso, per raccogliere impressioni di viaggio legate ai profumi e ai sapori di quelle terre.

Non so dove si trovi l’anima del Mediterraneo, ma mi piace pensare che sia diffusa in ogni sponda e su ogni isola, forse si manifesta proprio nei profumi. Navigando lungo il periplo del Mediterraneo la terra si sente all’olfatto prima di essere vista: si percepisce il profumo di zagara e agrumi prima di vedere apparire la Sicilia all’orizzonte; così come si è pervasi dal profumo di mirto e olivo prima di approdare in Grecia. Fermandosi nei mercati dei porti lungo la costa o nelle isole, ci si rende conto che i profumi del Mediterraneo sono uno dei legami più forti che uniscono popoli e culture diverse.

Perché hai deciso di focalizzare la ricerca scientifica sulle microplastiche proprio nell’Arcipelago Toscano, e quali obiettivi speri di raggiungere con il progetto Tyrrhenós?

L’obiettivo di questi progetti di ricerca scientifica è di raccogliere informazioni sui micro organismi marini che disgregano le microplastiche. Grazie al precedente accordo di collaborazione stipulato tra il Consiglio della Regione Toscana e il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Firenze, durante l’edizione Art Odyssey 2022 è stato possibile svolgere il progetto di ricerca Microplasmed in tutto il Mediterraneo.

Il progetto si chiamerà Tyrrhenós perché si svolgerà nell’arcipelago toscano e lungo le coste del Tirreno, con la speranza che un giorno arriveremo a ridurre l’impatto dell’inquinamento da microplastiche sull’ambiente attraverso la valorizzazione delle risorse microbiche coinvolte nella sua degradazione.

Il mese di maggio sarà un momento importante per il tuo viaggio, con un tour nell’arcipelago toscano in vista di SEIF. Puoi anticiparci qualcosa su questa tappa? Ci saranno collaborazioni o incontri particolari legati alla ricerca e alla divulgazione?

Dedicheremo tutto il mese di maggio alla ricerca scientifica del progetto Tyrrhenós. La nostra base sarà il circolo della vela di Marciana Marina che collabora con noi anche per il progetto Art Odyssey; da lì salperemo ogni volta per raggiungere le isole dell’arcipelago e la costa toscana dove raccoglieremo campioni di acqua nei fondali marini e campioni di triglie di fondo che consegneremo ai ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze.

Ci piacerebbe coinvolgere le scuole dell’isola e la cittadinanza in una campagna di divulgazione sui temi della ricerca e della salvaguardia dell’ambiente marino. Del resto questo è un progetto di citizen science, cioè una ricerca scientifica che si realizza con il contributo attivo del cittadino, quindi il suo coronamento sarebbe proprio una partecipazione di tutte le comunità locali.

Scritto da

Redazione

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Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
Fonte: Lorenzo Cipriani
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