
- 28 Marzo, 2025
|
Arte & cultura
Le nostri mogli negli abissi: Julia Armfield e le profondità dell’animo e dell’oceano
“Gli abissi marini sono case infestate: luoghi dove cose che non dovrebbero nemmeno esistere si aggirano nell’oscurità.”
Julia Armfield è una scrittrice inglese che vive a Londra. A seguito della raccolta di racconti Mantide pubblicata da Bompiani, esordisce con il suo primo romanzo Le nostri mogli negli abissi edito sempre dalla stessa casa editrice. Come suggerisce il titolo, il libro parla di profondità di cui si fa esperienza sia nel fondo del mare ma anche negli intrecci di una relazione.
Le protagoniste della storia sono Miri e Leah, due donne sposate da tanti anni che condividono una casa e le loro vite in Inghilterra. Leah è una biologa marina, lavora per l’organizzazione il Centro e passa spesso dei periodi nell’oceano per fare ricerca nei fondali. L’ultima missione subacquea a diecimila metri di profondità, per cui è partita su un batiscafo, sarebbe dovuta durare qualche settimana ma trascorsi sei mesi si trova ancora negli abissi.
L’equilibrio della storia tra terraferma e mare
Miri vive aspettando che la compagna torni e chiama tutti i giorni sia il Centro che i familiari di Matteo e Jelka, i colleghi di Leah che son partiti con lei. Nessuno sembra avere informazioni in più.
A capitoli alterni leggiamo le parole di Miri e quelle di Leah che racconta la sua esperienza nell’oceano: le loro voci si rincorrono e scontrano come onde. All’attesa e preoccupazione di Miri, seguono le riflessioni di Leah, la sofferenza causata dall’isolamento e dalla lontananza dalla terraferma. È proprio dal profondo degli abissi che iniziano a insinuarsi dei dubbi nei suoi pensieri: capisce che qualcosa sta cambiando in lei e nel suo rapporto con la compagna.
“L’oceano ci ha insegnato che c’è vita ovunque, anche alle grandi profondità; la maggior parte della vita si trova proprio negli oceani; sono gli oceani a governare il clima. I nostri pregiudizi probabilmente dipendono dal fatto che, in quanto creature terrestri, abbiamo bisogno dell’aria, ed ecco perché ci abbiamo messo tanto a comprendere che tutto quello di cui ci importa è ancorato all’oceano.”
Chi legge è totalmente immerso nella storia, vive le emozioni di entrambe: a tratti si seguono i timori di Miri e poi si è cullati dall’alone di mistero e dalle incertezze che vivono con Leah nel fondale marino. La narrazione di Miri è più sentimentale, intima, istintiva mentre le parole di Leah sono più precise e scientifiche.
Gli strati dell’ambiente marino e le fasi delle relazioni
Il romanzo si divide in capitoli che prendono il nome delle zone oceaniche: la zona epipelagica, mesopelagica, batipelagica, abissopelagica, adopelagica. Man mano che si avanza nelle profondità del mare, allo stesso modo ci si addentra nella relazione di Miri e Leah: con il passato che emerge si riesce a decifrare sempre meglio il presente.
Quando Leah finalmente torna a casa dalla spedizione marina, chiaramente non è più la stessa persona di prima e pian piano questa nuova condizione si manifesta sempre di più fino ad accompagnare a un finale simbolico e fantastico.
L’oceano: enigmatico come l’animo umano
L’oceano è la grande metafora del romanzo: qui le prime forme di vita sono nate ma è qui che tutto rimane ancora misterioso. È così vasto e impetuoso che non è possibile trattenerlo nel palmo di una mano. L’oceano e le sue creature marine sono in continuo mutamento così come i legami sulla terraferma.
Le nostre mogli negli abissi è una storia sull’inaspettato e sull’ignoto: come i fondali oceanici o i repentini cambiamenti nelle relazioni. Il continuo parallelismo tra terra e mare è simbolico e delicato. L’autrice dice che gli abissi rappresentano l’istinto umano di andare in profondità nella conoscenza, di esplorare l’impenetrabile e di mettersi in contatto con le infinite e più profonde sfaccettature dell’animo umano.
Il tema porta anche a riflettere sul diverso andamento della vita sulla terraferma e nell’oceano: sono luoghi separati in cui la vita si svolge in modo diverso ma allo stesso tempo si completano.
“C’è un punto tra il mare e l’aria che è entrambe le cose e al tempo stesso non è nessuna delle due. Mi seguite? Mi riferisco al punto più superficiale dell’oceano che evapora e si condensa di continuo, al punto in cui l’acqua anela a farsi aria e l’aria anela a farsi acqua. Certe volte penso a quel luogo di mezzo, all’inutile fatica di qualcosa che si sforza di trasformarsi in altro per poi tornare alla condizione di prima, in un cerchio senza fine.”
Realtà e fantasia che raccontano una verità
Il romanzo trascende i generi e scorre rapido come le correnti. Racconta una storia soprannaturale e terrena: due elementi che la rendono subito universale e moderna.
“Attribuiamo un’importanza eccessiva al posto in cui viviamo, e invece il mondo è composto perlopiù dall’oceano, ed è proprio lì che vive la stragrande maggioranza delle creature del pianeta.”
Scritto da
Share



