
- 7 Marzo, 2025
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Gente di mare
Donne di mare: Rachel Carson e la trilogia del mare
Trovarsi in riva al mare, sentire il fluire della marea e la sua risacca, ascoltare il respiro della nebbia che si muove sull’orlo di una grande palude salmastra, osservare il volo degli uccelli costieri che per migliaia di anni hanno percorso le linee delle onde lungo i continenti, vedere la corsa delle vecchie anguille e di giovani alose verso il mare, significa avere conoscenza di cose quasi eterne. Eterne quanto qualsiasi vita terrena.
Biologa marina, scrittrice di successo e una delle pioniere dei movimenti a favore dell’ambiente, Rachel Louise Carson è nata il 27 maggio del 1907 a Springdale, Pennsylvania. Fin da giovane ha dimostrato un vivacissimo interesse per la natura, la lettura e la scrittura. Cresciuta in un’ampia fattoria, trascorreva ore esplorando boschi e fiumi, osservando la vita selvatica con occhi curiosi. Molte delle sue esplorazioni si traducevano in racconti brillanti con protagonisti gli animali, uno di questi venne pubblicato quando Carson aveva appena dieci anni. In adolescenza alcuni dei suoi autori preferiti furono Melville, Conrad e Stevenson, e già dai suoi gusti letterari si nota come il mondo naturale, e in particolare quello degli oceani, fosse un elemento fondamentale e pervasivo nella sua vita, così tanto da influenzarla anche nella scelta dei suoi romanzi preferiti.
Carson si iscrisse all’università a Pittsburgh e, nonostante inizialmente avesse scelto di intraprendere studi letterari, nel 1928 passò alla biologia marina. Continuò poi i suoi studi ottenendo un master in zoologia nel 1932. A causa della Grande Depressione, però, nel 1934, fu costretta a lasciare l’università e a cercare un lavoro che le permettesse di sostenere la sua famiglia. Fu Mary Scott Skinker ad aiutarla a ottenere una posizione presso il Dipartimento Statunitense per la Pesca. Skinker fu sicuramente una grande risorsa per Carson, sua mentore, ne plasmò la coscienza ecologica, alimentò il suo talento e ne sostenne le sue ambizioni con grande affetto e sincera stima.
Il Dipartimento per la Pesca fu per Carson fondamentale, lì cominciò a scrivere con l’obiettivo di rendere appetibili al grande pubblico temi come la vita acquatica, il lavoro del dipartimento e la biologia marina.
Nel 1937, uno dei suoi testi, inizialmente scartato dal Dipartimento, venne inviato ad una famosa testata giornalistica americana che lo pubblicò con successo. Da lì, su stimolo di una grossa casa editrice, nacque il primo testo della trilogia del mare di Carson che le permise poi, nell’arco di una decina d’anni di mantenersi dedicandosi esclusivamente alla ricerca e alla scrittura.
Allora [l’uomo] si convince della verità: che il suo è un mondo di acqua, un pianeta dominato dal manto dell’oceano, in cui i continenti non sono altro che passeggere intrusioni di terra sulla superficie del mare che tutto racchiude.
Con Storie dalle profondità del mare (1941), Il mare intorno a noi (1951) e La vita che brilla sulla riva del mare (1955) si delinea il profilo di Carson come autrice, come studiosa e come attivista. Attraverso questi testi Carson mappa la storia marina e ne racconta tutti gli aspetti, dalla genesi degli oceani, alle abitudini dei suoi abitanti fino agli avvertimenti sui rischi dell’incuria verso l’ecosistema che ha permesso la vita stessa sulla terra.
Storie dalle profondità del mare offre una visione intima della vita marina. Carson descrive il mondo sottomarino attraverso gli occhi di tre creature: una piovanella, uno sgombro e un’anguilla. Con un linguaggio evocativo, il lettore viene trasportato in un ambiente liquido, dove le correnti scolpiscono i destini e ogni creatura si muove in una danza silenziosa.
Il successo e il riconoscimento mondiale per le sue capacità arrivano però nel 1951 con il secondo testo, Il mare intorno a noi, che rimane sulla lista dei bestseller del New York Times per ben ottantasei settimane consecutive. Con una prosa avvolgente, il libro dipinge un affresco grandioso dell’oceano, dalle sue origini geologiche ai suoi movimenti invisibili portando a una nuova consapevolezza sull’importanza degli ecosistemi marini.
Nell’ultimo testo invece, La vita che brilla sulla riva del mare, Carson racconta la straordinaria biodiversità delle coste, soffermandosi sulla forza e, allo stesso tempo, sulla vulnerabilità di questi habitat. L’invito per chi legge è quello di osservare il mare non solo come un’entità astratta, ma come un sistema vitale e interconnesso.
Nel 1962 seguirà l’ancora famosissimo Primavera Silenziosa che, per i suoi contenuti di denuncia esplicita contro l’utilizzo indiscriminato dei pesticidi, le attirerà pesantissime critiche e tentativi di diffamazione ma che tuttora viene considerato uno dei primi fondamentali testi per i movimenti ecologisti.
Nella trilogia sul mare però c’è già tutto quello che Carson ha ritenuto importante nella sua vita e per cui si è battuta: l’amore per il mare e le sue storie, la sua estrema attenzione verso la tutela della biodiversità.
Sono poi delle opere piacevolissime anche da un punto di vista letterario e divulgativo, con una prosa evocativa e ricca che offrono a chi legge una panoramica appassionata e lucida sugli studi delle acque terrestri e sulle creature che le abitano. Carson, comunque, per la persona che era, non volle prendersi troppi meriti nemmeno riguardo alla sua scrittura e infatti in una famosa intervista disse: “Se c’è della poesia nel mio libro che parla del mare, non è perché l’ho volutamente inserita, ma perché nessuno può scrivere onestamente del mare e lasciare fuori la poesia”
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